Borro Sartori: una discarica sicura?

 

incendio discarica

Foto AMAT

Borro Sartori by night

 

Tre discariche al prezzo di una

La discarica comunale di Montespertoli si trova a metà strada tra il Capoluogo e la frazione di Botinaccio, nella località Borro Sartori da cui prende il nome. E' nata nel lontano 1984 come discarica comunale, ed il Comune l'ha gestita direttamente nel periodo 1984-1988. In quegli anni si provvedeva allo smaltimento dei rifiuti con metodi sbrigativi, cercando i modi più semplici e meno costosi per risolvere il problema dello smaltimento. Del resto mancava la sensibilità ambientale che è stata raggiunta oggi. La zona adatta per la discarica venne individuata in una vallecola naturale profonda alcune decine di metri, circondata per tre lati da colline, facilmente raggiungibile ma nello stesso tempo in posizione nascosta. 

Suppongo che il criterio di scelta si sia limitato alla conformazione ideale del terreno per ospitare una grande quantità di rifiuti. Uno studio geologico serio avrebbe rivelato infatti la non idoneità del sito ad ospitare una discarica a causa della instabilità dei versanti  e della  permeabilità del terreno, con il conseguente rischio di inquinamento della falda acquifera per fuoriuscita di percolato - il liquido altamente inquinante che si forma nelle discariche.

La gestione passa dal Comune a Fiorentinambiente per il periodo 1988-1998. Nel 1992 Publiser  propone un progetto di recupero ambientale e ampliamento che viene approvato. Dal 1998 fino ad oggi la discarica viene gestita secondo questo progetto da Publiser Spa - poi trasformatasi in Publiambiente Spa.

La discarica come la vediamo oggi è quindi il risultato di tre gestioni successive, come è riassunto dalla seguente tabella (dati contenuti nel progetto di ampliamento di Publiambiente. Al momento non conosciamo quanti rifiuti sono stati gettati in discarica durante la gestione Fiorentinambiente).

Periodo Gestore Rifiuti (tonnellate)
1984-1988 Comune di Montespertoli 323.000
1988-1998 Fiorentinambiente ND
1998-2005 Publiser 750.000
Le gestioni della discarica fino ad oggi

 

La "Soluzione Transitoria"

Secondo il progetto di Publiambiente del 1992  la discarica avrebbe dovuto  esaurire la propria attività alla fine del 2005. Questa data coincideva con il completo riempimento della vallecola. La fase di recupero ambientale dell'area prevedeva la copertura con materiale terroso e il rimboschimento, fino ad arrivare al livello della strada vicina.

Il progetto era molto chiaro a tale riguardo. La discarica di Borro Sartori doveva essere utilizzata per il tempo necessario a realizzare nuovi impianti, più efficienti sia dal punto di vista ecologico sia da quello energetico.  La chisura della discarica dopo questo utilizzo è scritto a chiare lettere nella premessa del "Progetto di recupero ambientale ed ampliamento delle discariche esistenti" del novembre 1992. Riportiamo per intero i passi principali:

"Il piano si propone di risolvere per circa 20 anni il problema dello smaltimento dei RSU e RSA, con tecniche moderne ed ecologiche e con la previsione di recuperi energetici, e cioè con la realizzazione degli impianti di bacino, relativi al progetto di massima redatto nel 1988 che prevede un ciclo integrato di smaltimento dei rifiuti con produzione di compost, RDF, gassificazione dello stesso e produzione di energia elettrica ed annessa discarica comprensoriale per lo smaltimento dei sovvalli dell'impianto e per far fronte a situazioni di emergenza."

" Poichè i tempi di realizzazione di questi impianti non possono essere immediati, ma occorrerà un certo periodo per la loro messa in esercizio, è necessario provvedere ad una soluzione transitoria dei problemi dell'area. Soluzione che è stata scelta in base alla ricostruzione di un quadro conoscitivo di tutti i siti dell'area suscettibili di utilizzo con opportuni interventi."

"Essi sono le discariche di Monteboro (Empoli), Sartori (Montespertoli), Corliano (Cerreto Guidi) e Fornace (Montaione). La fase di regime verrà invece assicurata tramite:
a) impianti di selezione, compostaggio, produzione RDF, gassificazione e produzione di energia elettrica (Castelluccio, Empoli)
b) discarica di bacino da realizzarsi nella localizzazione del Comune di Gambassi"

Più avanti nel progetto si legge che la fase di gestione, ovvero del riempimento della discarica, avrà una durata prevista di 6 anni. La fase di ricopertura sarà completata in sei mesi. Visto che la gestione comincia nel 1998, questo porta all'anno 2005 come quello di chiusura definitiva della discarica.

 

Progetto di ampliamento:  l'assemblea infuocata - 21 maggio 2005

Con una mossa a sorpresa, alla quale si evita fino all'ultimo di dare  pubblicità, il 21 maggio 2005 Publiambiente indice la presentazione pubblica di un nuovo progetto di ampliamento della discarica. La denominazione esatta è "Completamento delle volumetrie disponibili, messa in sicurezza, recupero ambientale e paesaggistico".

L'assemblea  si svolge in presenza di una numerosissima partecipazione popolare. Pur avendo avuto notizia della presentazione dai manifesti comunali solo da pochi giorni i cittadini sono accorsi in massa. E sembrano molto interessati a sapere quello che verrà deciso riguardo al loro territorio.

Il Sindaco di Montespertoli prende posto al tavolo di Publiambiente, proprio accanto al presidente della società. Un particolare forse marginale ma che molti considerano di cattivo gusto.  L' Amministrazione sembra totalmente schierata dalla parte di Publiambiente per la realizzazione del progetto,  una sensazione che si rivela certezza quando il Sindaco interviene rispondendo  alle domande del pubblico.

Il clima in cui si svolge l'incontro si può a buon diritto definire  "infuocato".  Il pomeriggio del 15 maggio 2005 -  la domenica precedente alla presentazione pubblica -  nella discarica è divampato un incendio di vaste proporzioni. Il  fumo nero e denso che si alzava era visibile da chilometri e chilometri, sembra anche dalle colline di Gambassi.  L'incendio nasce probabilmente dalla zona di coltivazione dei rifiuti, e si estende velocemente ad un argine costituito da pneumatici esausti e ad un enorme ammasso di "rifiuti verdi" posti su una zona della discarica già utilizzata. L'intervento dei Vigili del Fuoco spegne i focolai che interessano gli pneumatici e la zona di coltivazione, ma non si riesce  a spegnere l'ammasso di rifiuti verdi. Per il completo esaurimento di  questo focolaio - dopo diversi interventi successivi dei Vigili del Fuoco - ci vorranno circa 20 giorni.

La presentazione del progetto di ampliamento avviene dunque mentre a pochi chilometri la discarica sta bruciando. Nonostante questo il presidente di Publiambiente Paolo Regini assicura che "la discarica è sicura", provocando fortissime contestazioni e lasciando completamente basiti i presenti. Se una discarica in fiamme viene definita sicura quale è il concetto di sicurezza che ha Publiambiente? E quali garanzie può dare per la gestione futura della discarica?

incendio discarica

Foto La Racchetta

"La discarica è sicura"

Questa dichiarazione purtroppo non è l'unica a destare inquietudine nel corso della presentazione. L'impianto non è dotato di nessuna centralina per la rilevazione dei gas inquinanti, ne’ sul territorio circostante ne’ all’interno dell’impianto stesso. Alla domanda del perché non siano state previste tali centraline di rilevamento dei gas si risponde che il puzzo non è rilevabile dalle centraline, molto più sensibile è l’odorato dell’uomo. Si viene a sapere che il monitoraggio del bogas fino ad oggi viene eseguito con l'aiuto di alcuni "volontari" che abitano nelle zone circostanti,  che chiamano un numero di Publiambiente quando il puzzo non è più sopportabile. Probabilmente anche per il futuro si pensa di andare avanti in questo modo.

Per fortuna, la normativa vigente tutela gli abitanti in un un modo un po' più serio. Il Decreto Legislativo  n.36 del 13 gennaio 2003 che regola la gestione operativa e post-operativa delle discariche precisa chiaramente quali analisi devono essere fatte sui biogas. Riportiamo il punto 5.4 - Emissioni gassose e qualità dell'aria:

"Per le discariche dove sono smaltiti rifiuti biodegradabili e rifiuti contenenti sostanze che possono sviluppare gas o vapori deve essere previsto un monitoraggio delle emissioni gassose, convogliate e diffuse, della discarica stessa, in grado di individuare anche eventuali fughe di gas esterne al corpo della discarica stessa.
A tal proposito il Piano deve definire livelli di guardia relativamente alla presenza del gas di discarica all'esterno della discarica, anche nel suolo e nel sottosuolo, nonché contenere un piano d'intervento da realizzare ed attivare in caso di superamento degli stessi.
I parametri di monitoraggio sul gas di discarica devono comprendere almeno CH4, CO2, O2, con regolarità mensile, altri parametri quali H2, H2S, polveri totali, NH3, mercaptani e composti volatili in relazione alla composizione dei rifiuti. Si deve provvedere, inoltre, a caratterizzare quantitativamente il gas di discarica.
La frequenza di tali misure deve essere quella indicata dalla tabella 2 - ndr: 1 volta al mese in fase di gestione -, salvo un a diversa prescrizione dell'Autorità di controllo.
L'autorità di controllo stabilirà anche eventuali misure per l'identificazione di migrazioni del gas nel suolo e nel sottosuolo.
La valutazione dell'impatto provocato dalle emissioni diffuse della discarica deve essere effettuata con modalità e periodicità da definirsi in sede di autorizzazione. Il numero e l'ubicazione dei siti di prelievo dipendono dalla topografia dell'area da monitorare. Di norma è opportuno prevedere almeno due punti di prelievo lungo la direttrice principale del vento dominante nel momento di campionamento, a monte e a valle della discarica.

Di tutto questo, nel progetto, neanche l'ombra.

 

La collina di rifiuti

Si capisce ben presto che il titolo del progetto è inesatto. Non si tratta di un completamento. Del resto le volumetrie sono già completate, la vallecola è stata completamente riempita! Dove si possono mettere altri rifiuti? Si scopre cosi' che il nuovo progetto propone un vero e proprio raddoppio.
Durante la gestione Publiambiente, dal 1998 al 2005, sono stati messi a dimora 680.000 mc di rifiuti, che corrispondono a circa 750.000 tonnellate. Il progetto prevede di buttarne altri 750.000 mc - vale  a dire 825.000 tonnellate. Alla faccia del completamento!!

Ovviamente questo nuovo progetto consisterebbe quindi nel costruire una nuova discarica sopra l'attuale discarica - che è nata sopra un'altra discarica! Questo grazie a  un innalzamento di 20 metri e un appoggio sulla collina vicina. La strada verrebbe poi alzata e spostata. In definitiva accanto alla collina esistente nascerebbe una collina artificiale di rifiuti. Il progetto prevede anche un consistente aumento della superficie. Questa modifica sarebbe un vero e proprio stravolgimento di questa zona di campagna che prima della costruzione della discarica poteva dirsi uno dei luoghi più belli e caratteristici della campagna montespertolese.

Il raddoppio produrrebbe altre conseguenze. Invece di esaurire la propria attività nel 2005 la discarica verrebbe utilizzata fino al 2015 . Questo comporterebbe un aumento notevole degli inquinanti prodotti - soprattutto percolato e biogas - per un periodo di tempo elevatissimo. I diagrammi del progetto indicano che nel 2065 il biogas prodotto sarrà superiore a 50 mc ogni ora, circa 1/8 della massima emissione.  Per gli anni successivi non ci sono stime, anche se il grafico dell'andamento della produzione di biogas sembrq indicare una produzione anche per gli anni successivi.

Il percolato prodotto dalla nuova discarica viene stimato fino a oltre 8000 mc ogni anno, destinati a confluire nella rete fognaria fino a raggiungere il depuratore di Pagnana (Empoli) . Non ci sono dati sulla produzione di percolato attuale.

 

La posizione di AMAT

Al progetto di ampliamento sono state presentate moltissime osservazioni, come previsto dalla Legge. Anche AMAT come associazione e molti suoi soci singolarmente hanno presentato  osservazioni critiche, circostanziate e particolareggiate.

AMAT è fortemente contraria all'ampliamento della discarica. Prima di tutto per l'assenza totale di informazione e partecipazione dei cittadini. Purtroppo - e questa non è la prima volta - i cittadini sono stati messi a conoscenza del fatto compiuto. L' Amministrazione Comunale non ha cercato di informare prima della presentazione ufficiale del progetto con assemblee, riunioni, volantinaggio. Non si è chiesta e non si è voluta conoscere l'opinione di chi abita sul territorio. Durante la presentazione ufficiale più volte il presidente di Publiambiente ha sottolineato come la presentazione pubblica fosse obbligatoria. Non è difficile da credere i rappresentanti di Publiambiente  intervenuti si sarebbero risparmiati volentieri anche l'unica occasione che i montespertolesi hanno avuto di capire quello che altri vogliono fare del loro territorio.

 

Riassumiamo le principali osservazioni al progetto:

  1. Il sito non è idoneo: la vallecola di Borro Sartori non è idonea ad ospitare una discarica in quanto il terreno è permeabile e i  versanti sono  instabili.

  2. La discarica è inquinante e obsoleta: il Progetto di ampliamento non fornisce adeguate garanzie per il contenimento degli inquinanti - in particolare percolato e biogas - e non prevede centraline di controllo ed analisi dei gas come previsto dalle normative vigenti. Il percolato prodotto adesso viene convogliato direttamente nella rete fognaria come è prodotto, senza nessuna azione di disinquinamento. Per il futuro è prevista una azione di filtraggio  ma il percolato verrà comunque convogliato in rete fognaria.  Rete fognaria che si è dimostrata insufficiente già adesso a far defluire il percolato prodotto, e che verrà gravata di una quantità di inquinante molto superiore.

  3. La discarica non è sicura: la discarica è stata soggetta il 15 maggio 2005 ad un incendio di grandi proporzioni che è durato 15 giorni. Il primo luglio 2005 si è verificata una fuoriuscita di percolato dal condotto fognario in località Martignana.

  4. Svalutazione del territorio : Montespertoli è un Comune a vocazione agricola e turistica, fa parte delle Città dell'Olio, Città del Pane, Città del Vino. A pochi metri dalla discarica si coltivano vite ed olivo e ci sono agriturismi. Come si fa a conciliare questo con una discarica?

  5. Interessi economici: gli immobili che si trovano nell'area più colpita dalle maleodoranze sicuramente risentiranno di un forte deprezzamento.   

  6. Sproporzione dell'impianto: Montespertoli produce circa 5000 tonnellate di rifiuti indifferenziati ogni anno. Visto che la discarica contiene già almeno un milione di tonnellate di rifiuti, l'impianto ad oggi sarebbe stato sufficiente al fabbisogno di Montespertoli per almeno 200 anni. Con il raddoppio, si parla di oltre 800.000 tonnellate ulteriori di rifiuti, che corrispondono alla produzione di 160 anni per Montespertoli. Chi usa la nostra discarica??

Per maggiori informazioni sulla posizione dell'Associazione sul progetto di ampliamento presentato da Publiambiente riportiamo una osservazione molto dettagliata presentata da un socio AMAT.

Storia della discarica presenta una panoramica più ampia sull' "affare discarica".

 

L'Incendio - 15 maggio 2005

 

Fuga di percolato del Luglio 2005